lunedì 16 maggio 2011

NariocaPress alias San Precario. Ovvero il Santo dei Precari vi ha fregato ancora una volta!


Narioca Pres (s) – la nuova casa editrice contestata da San Precario al salone del libro in quanto presentava il volume ‘Perché la precarietà ci salverà’ scritto da un accanito ultraliberista – non è altro che l’anagramma di San Precario. Tutto finto: la casa editrice, il libro, l’autore, il sito web, il catalogo, l’ufficio stampa. Finta anche la contestazione che ha rappresentato l’apice di una serie di azioni di informazione e disturbo nelle giornate della kermesse. Finto anche lo stand ma vere le case editrici con cui abbiamo preso lo stand: Bepress, OmbreCorte, AgenziaX .
Chiudendo con un vero tocco finale d’autore: la presentazione, in luogo della immaginaria opera ultraliberista, del secondo numero dei “Quaderni di San Precario”, rivista di critica giuridica, economica e sociale.

Si è voluto dar voce ai redattori precari che lavorano nelle case editrici in una condizione di invisibilità – ma sono persone reali – attraverso una casa editrice visibile – ma finta – cercando così di attirare l’attenzione sullo sfruttamento del lavoro precario messo in atto dalla stragrande maggioranza delle case editrici.
E poi c’è il gusto tutto ‘San Precario’ di burlarsi del patinato mondo del salone del libro e dei prestigiosi circuiti editoriali sbeffeggiandoli con le loro stesse armi.
I soggetti autorganizzati che hanno macchinato il tutto – San Precario, Rete dei Redattori Precari, Intelligence Precaria, Alato, Punti San Precario Centro Sociale Gabrio e Sos Fornace di Rho/Milano – hanno voluto denunciare una parte importante della precarietà nel nostro paese, peraltro in un settore che nonostante la crisi non è certo uno di quelli in perdita.
Alcuni numeri della precarizzazione: Adelphi 7 redattori assunti e 12 collaboratori di cui 6 a partita iva; DeAgostini Scuola 18 redattori assunti, 13 a progetto (ma con obbligo di presenza quotidiana in azienda); Mondadori (Oscar) 6 assunti, 9 cocopro con fisso mensile, 10 cocopro pagati a cottimo (cioè a cartella) e 1 collaboratore con partita IVA; Rcs (Rizzoli-Bur) 19 assunti, 17 cocopro, 2 interinali, 4 stagisti e 1 partita IVA; Mondadori Education 31 redattori assunti contro 31 atipici nelle sedi di Milano e Firenze; Piemme i dati dell’intera azienda contano 56 dipendenti assunti, 27 collaboratori, 2 interinali.
E proprio dal Salone del Libro si vuole lanciare un segnale forte: i redattori precari vogliono farsi vedere, vogliono diritti e non solo doveri, vogliono un nuovo welfare, vogliono un reddito di base universale e incondizionato. Vogliono che le case editrici inizino a sentirsi un po’ meno sicure nel fare il bello e il cattivo tempo con lavoro & contratti, che sappiano che qualcuno le sta tenendo d’occhio. Vogliono che altri redattori precari trovino il coraggio di rompere i vincoli di ricattabilità e consenso, trovino consapevolezza e fiducia nell’organizzarsi insieme.
E hanno tanta ma tanta voglia di sciopero precario.
REREPRE, Rete Redattori Precari – San Precario Milano – Punto San Precario Torino, sportello legale c/o centro sociale Gabrio – Punto San Precario Milano-Rho c/o centro sociale La Fornace, A.L.A.T.O. Assemblea dei Lavoratori Autoconvocati di Torino –
Infoweb www.rerepre.orgwww.precaria.orghttp://il-legale.noblogs.orgwww.sosfornace.orgwww.alato.org

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