Alle prime ore dell’alba di venerdì 27 maggio, su ordine della magistratura, venivano disposti 2 ordini di custodia in carcere, 5 arresti domiciliari e 1 obbligo di dimora a carico di alcuni antifascisti cuneesi e piemontesi per gli avvenimenti di Cuneo del 26 febbraio 2011, quando un nutrito gruppo di antifascisti intendeva opporsi all’apertura della sede di casapound a Cuneo, città medaglia d’oro per la resistenza.
Molti sono i pensieri che affollano la mente in questo momento...
26 febbraio Cuneo
In quella data i “fascisti del terzo millennio” volevano inaugurare l’apertura della loro sede nella città di Cuneo, città medaglia d’oro per la resistenza, città posta ai piedi di montagne che durante la resistenza si sono popolate di partigiani e di lotta antifascista, ai piedi di numerose valli in cui i fascisti mostrarono tutta la loro bestialità bruciano decine di paesi e uccidendo centinaia di civili inermi.
Cuneo dista pochi chilometri dalla martoriata Boves, ricordata per la strage che la riguardò.
Precari Canaglie nasce dalla voglia di tornare ad occuparsi della propria vita, a partire dalla condizione di precarietà che pervade la quotidianità, sia nei tempi lavorativi che nei momenti apparentemente estranei alla produzione.
sabato 28 maggio 2011
venerdì 27 maggio 2011
martedì 24 maggio 2011
No Tav! MADDALENA: PRIMO TENTATIVO FALLITO!!!
Inizia così la Libera Repubblica della Maddalena.
Da questa mattina attorno al presidio Clarea si respira un’aria nuova. Sembra che finalmente uno dei luoghi maggiormente violentati dall’autostrada della Val di Susa abbia ritrovato una sorta di serenità. Questa notte chi voleva invaderlo ha dovuto fare marcia indietro. La determinazione di chi ha deciso di prendere in mano il proprio futuro ha saputo spiazzare gli avversari. E’ iniziata l’avventura, anzi ha preso una svolta. Nei prossimi giorni ma soprattutto nelle prossime notti dovremo essere tanti. Per dimostrare, come questa notte, che siamo tanti e determinati a vincere. Sul posto c’è molto spazio per accamparsi con le tende, c’è l’acqua e una natura lussureggiante. Insomma un posto ideale per passare delle splendide ore in quell’atmosfera conviviale tipica del nostro movimento. L’invito è aperto a tutti, si può raggiungere il presidio sia da Chiomonte che da Giaglione, a piedi, in bici e (fino a un certo punto) anche in macchina. Questa sera (ed anche nei giorni a seguire) ci sarà un’assemblea alle ore 18:30. I segnali sono chiari, dobbiamo resistere una settimana. Una soltanto e saltano i fondi europei.
Breve cronaca dalla notte di lotta.
Ieri sera, dopo attente valutazioni sui “campanelli dall’arme”, è stato deciso di accorrere tutti alla Maddalena. La consueta riunione del lunedì sera al presidio Picapera ha subito espresso questa volontà. In poche ore, nonostante lo scarsissimo anticipo, circa 300 No Tav si sono trovati al presidio per cominciare a barricare tutte le vie d’accesso. Ognuno ha contribuito a suo modo nell’operazione. Il risultato è stato subito evidente a chi voleva invece farci la sorpresa. Per le forze dell’ordine l’unica possibilità rimaneva (e forse rimane?) la complicata apertura del guard-rail nei pressi agli imbocchi delle corsie sotto il piazzale della Maddalena. Il popolo No Tav è rimasto tutta la notte schiarato e pronto a resistere. Tanto è bastato a far desistere la controparte che è restata rintanata nella galleria per oere senza saper bene cosa fare, per poi allontanarsi senza farsi vedere. Questa mattina il questore e il prefetto si riuniscono per decidere la linea da adottare per risolvere il problema e (a detta loro) per lavorare in sicurezza.
Una cosa è sicura: TROVERANNO LUNGO!
martedì 17 maggio 2011
La potenza di un’apparizione: verso lo sciopero precario!
Da un po’ di tempo da Torino non arrivavano buone notizie. Dal Lingotto poi. Se nessuno ricorda più il discorso di Veltroni che lanciava la sua candidatura alla guida del PD, sicuramente molti ricordano i continui attacchi ai lavoratori che il ben più influente Marchionne è solito proferire da quella sede.
In occasione del XXIV Salone Internazionale del Libro, San Precario – evocato dai ReRePre, la Rete dei Redattori Precari ovvero dai lavoratori e dalle lavoratrici che rendono possibile la pubblicazione dei libri – ha deciso di farsi un giro tra gli stand della fiera.
15 sono i personaggi italiani scelti dai curatori della mostra per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia: “Protagonisti il cui pensiero – e in molti casi la stessa ‘vita esemplare’ – ha travalicato il confine della pagina letteraria ed è diventato matrice dell’identità di noi italiani d’oggi’.
Ma l’oggi è per molti, per troppi, ‘vita precaria’; e quindi non può che essere Lui, il Santo di precarie e precari, il 16° personaggio di questo nostro paese.
Venerdì sera il prologo: i devoti del Santo irrompono alla patinata festa della casa editrice Minimum Fax. Al ritmo travolgente della Samba Band viene annunciata la presenza del Santo alla Fiera e i devoti del santo ottengono cocktails in cambio di santini. Con un brindisi precario viene inaugurata la tre giorni!
La giornata di sabato inizia con un giro tra gli stand, muniti di volantini e poster verde fluo per colpire simbolicamente gli editori precarizzatori. I devoti del Santo raccolgono l’approvazione dei lavoratori e dei visitatori che, incuriositi, si informano e si fermano a scattare foto. Qualche standista si fa coraggio, e si avvicina per chiedere di poter partecipare attaccando i post-it con le scritte “Libro Dop – Denominazione di origine precaria” e “Libro 3×2 – fatto da 3 redattori al prezzo di 2″ che i devoti del Santo stanno appiccicando sui libri e gli stand di Mondadori, Rcs, Einaudi e altre case editrici. I ReRePre colgono l’occasione per denunciare la propria condizione lavorativa, condivisacon chi in quel momento sta lavorando in fiera. Il grido “sciopero sciopero sciopero precario” comincia a riecheggiare nei padiglioni della fiera.
Intanto, il Santo lancia un’anatema nei confronti di un libro che fa apologia della precarietà, e annuncia una contestazione diretta appunto contro la presentazione del volume “Perchè la precarietà ci salverà” di Thomas Murphy, edito dalla casa editrice Narioca PresS, prevista per il giorno seguente al Salone.
Nel pomeriggio i devoti, accompagnati dall’immancabile Samba Band, dai compagni del C.s. Gabrio e dai lavoratori di ALATO, improvvisano un corteo nel centro commerciale del Lingotto, distribuendo questionari per lo sciopero precario.
Una commessa folgorata sulla via di Damasco, si precipita a chiedere informazioni sullo sciopero precario, altri leggono incuriositi; anche la Feltrinelli viene invasa dai post-it. Il clima è allegro, una troupe di “Presa Diretta” ne approfitta per intervistare alcune redattrici precarie.
La serata si conclude al C.s Gabrio con la duplice presentazione del libro “Rumble bee” di Philopat e Duka (le avventure di uno standista/scrittore precario) e del secondo numero dei Quaderni di San Precario.
La domenica mattina i devoti arrivano al Lingotto accolti da un’imponente schieramento di zelanti tutori dell’ordine, la contestazione preoccupa: Thomas Murphy e la tranquillità del Salone devono essere tutelati! Lo stand di Narioca Press è allestito di fianco a quello di AgenziaX. Con uno stratagemma San Precario riesce ad arrivare fino allo stand in cui era prevista la presentazione del libro incriminato. E qui, tra gli sguardi increduli degli astanti, lo svelamento: Narioca Press non esiste, è l’anagramma di San Precario!
Anche gli agenti in borghese rimangono a bocca aperta: “Ma è l’anagramma! Non ci avevamo pensato!”. Sotto la copertina del libro del supponente difensore della precarietà si celano in realtà i Quaderni di San Precario… Svelata la beffa i precari improvvisano un corteo all’interno del Salone al ritmo della Samba Band e aperto dallo striscione “Voglia di Sciopero Precario”. Moltissime persone si aggiungono al corteo che prosegue fino all’esterno dei padiglioni della fiera. Una responsabile dell’ufficio stampa del Salone si avvicina e dice “Gli editori sono molto arrabbiati. Vi sembra il modo di comportarvi??”. Una devota le risponde prontamente “E voi vi sembra il modo di farci lavorare a questa condizioni??”. “…”. Il corteo continua festoso, i precarizzatori sono avvisati: lo sciopero precario si avvicina.
San Precario 1- Editori/precarizzatori 0
Tutta la storia…
lunedì 16 maggio 2011
NariocaPress alias San Precario. Ovvero il Santo dei Precari vi ha fregato ancora una volta!
Narioca Pres (s) – la nuova casa editrice contestata da San Precario al salone del libro in quanto presentava il volume ‘Perché la precarietà ci salverà’ scritto da un accanito ultraliberista – non è altro che l’anagramma di San Precario. Tutto finto: la casa editrice, il libro, l’autore, il sito web, il catalogo, l’ufficio stampa. Finta anche la contestazione che ha rappresentato l’apice di una serie di azioni di informazione e disturbo nelle giornate della kermesse. Finto anche lo stand ma vere le case editrici con cui abbiamo preso lo stand: Bepress, OmbreCorte, AgenziaX .
Chiudendo con un vero tocco finale d’autore: la presentazione, in luogo della immaginaria opera ultraliberista, del secondo numero dei “Quaderni di San Precario”, rivista di critica giuridica, economica e sociale.
Si è voluto dar voce ai redattori precari che lavorano nelle case editrici in una condizione di invisibilità – ma sono persone reali – attraverso una casa editrice visibile – ma finta – cercando così di attirare l’attenzione sullo sfruttamento del lavoro precario messo in atto dalla stragrande maggioranza delle case editrici.
E poi c’è il gusto tutto ‘San Precario’ di burlarsi del patinato mondo del salone del libro e dei prestigiosi circuiti editoriali sbeffeggiandoli con le loro stesse armi.
I soggetti autorganizzati che hanno macchinato il tutto – San Precario, Rete dei Redattori Precari, Intelligence Precaria, Alato, Punti San Precario Centro Sociale Gabrio e Sos Fornace di Rho/Milano – hanno voluto denunciare una parte importante della precarietà nel nostro paese, peraltro in un settore che nonostante la crisi non è certo uno di quelli in perdita.
Alcuni numeri della precarizzazione: Adelphi 7 redattori assunti e 12 collaboratori di cui 6 a partita iva; DeAgostini Scuola 18 redattori assunti, 13 a progetto (ma con obbligo di presenza quotidiana in azienda); Mondadori (Oscar) 6 assunti, 9 cocopro con fisso mensile, 10 cocopro pagati a cottimo (cioè a cartella) e 1 collaboratore con partita IVA; Rcs (Rizzoli-Bur) 19 assunti, 17 cocopro, 2 interinali, 4 stagisti e 1 partita IVA; Mondadori Education 31 redattori assunti contro 31 atipici nelle sedi di Milano e Firenze; Piemme i dati dell’intera azienda contano 56 dipendenti assunti, 27 collaboratori, 2 interinali.
E proprio dal Salone del Libro si vuole lanciare un segnale forte: i redattori precari vogliono farsi vedere, vogliono diritti e non solo doveri, vogliono un nuovo welfare, vogliono un reddito di base universale e incondizionato. Vogliono che le case editrici inizino a sentirsi un po’ meno sicure nel fare il bello e il cattivo tempo con lavoro & contratti, che sappiano che qualcuno le sta tenendo d’occhio. Vogliono che altri redattori precari trovino il coraggio di rompere i vincoli di ricattabilità e consenso, trovino consapevolezza e fiducia nell’organizzarsi insieme.
E hanno tanta ma tanta voglia di sciopero precario.
REREPRE, Rete Redattori Precari – San Precario Milano – Punto San Precario Torino, sportello legale c/o centro sociale Gabrio – Punto San Precario Milano-Rho c/o centro sociale La Fornace, A.L.A.T.O. Assemblea dei Lavoratori Autoconvocati di Torino –
Infoweb www.rerepre.org – www.precaria.org – http://il-legale.noblogs.org – www.sosfornace.org – www.alato.org
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